Forse, dico forse, devo smetterla di comprare libri solo perché ho un elevata stima
della persona che li consiglia.
In questo caso specifico parliamo di non una ma di due
persone che hanno raccomandato questo libro, essiebutton e booksandquills, e
quindi chi ero io per lasciarlo sullo scaffale della libreria la prima volta
che l’ho visto?
Ad onor del vero, sui rispettivi canali youtube nessuna
delle due ha mai messo poi una vera recesione ma se devo essere onesta al
massimo si sono limitate ad urlare “book haul!” e “night routine!” mentre
citavano il libro in questione. Eppure io l’ho preso come un consiglio e l’ho
comprato lo stesso.
Ma veniamo al dunque:
Sophia Amoruso tenta (sì, tenta, è il caso di dire così) di
spiegare come abbia fatto in pochi anni a creare dal nulla il suo “Nasty Gal” ,
uno shop online che non appena apri la prima pagina ti fa venire voglia di
ordinare tutto tutto tutto. Spiega la
sua vita prima di avviare l’impresa, quando er a una “fricchettona” come si
autodefinisce più volte che spero sia soltanto un terribile termine dovuto alla
traduzione ma che nessuno, nel duemilaquindici si definisca ancora così), e poi
narra dell’illuminazione avuta mentre faceva un lavoro di merda in un posto di
merda (e qui Sophia, hai tutta la mia comprensione) per concludere con pagine e
pagine su lei ormai ascesa nell’olimpo degli imprenditori che tenta di
dispendare consigli per colloqui, mantenere una società, non lasciarsi
abbattere da un licenziamento e simili.
L’idea è maledettamente buona, di base è partita da un
piccolo negozietto su ebay e si ritrova oggi a gestire un sito internet che
fattura trilioni di milioni di chissà quanto (lo ripete più volte, ma io i
numeri tendo a dimenticarli un secondo dopo averli letti), si è letteralmente inventata
un lavoro ed è la capa di sé stessa, l’unica a cui deve rendere conto di
qualcosa. Che brava, viene da dire.
Dando un’occhiata online scopro che Sophia ha una faccia
assolutamente simpatica, ispira cazzutaggine e potere, è davvero una boss.
il problema fondamentale (ma che forse, era molto prevedibile) è che Sophia però non è una scrittrice. Ma proprio per niente. A parte il fatto che in 240 e passa pagine (again, numero totale dimenticato subito) arriva al dunque in maniera molto tirata, ovvero : ho fatto soldi facendomi un culo così lavorando e risparmiando ogni centesimo. Ma dai? Sophia c’era bisogno davvero di scrivere un libro per dirci questo? Io non credo.
Tutto il resto è un insieme di frasi motivazionali(meh), frasi di supporto per persone che ancora non sanno dove sbattere la testa e cosa fare della loro vita (grazie Soph , in effetti ne avevo un gran bisogno) e aneddoti divertenti sul suo passato.
il problema fondamentale (ma che forse, era molto prevedibile) è che Sophia però non è una scrittrice. Ma proprio per niente. A parte il fatto che in 240 e passa pagine (again, numero totale dimenticato subito) arriva al dunque in maniera molto tirata, ovvero : ho fatto soldi facendomi un culo così lavorando e risparmiando ogni centesimo. Ma dai? Sophia c’era bisogno davvero di scrivere un libro per dirci questo? Io non credo.
Tutto il resto è un insieme di frasi motivazionali(meh), frasi di supporto per persone che ancora non sanno dove sbattere la testa e cosa fare della loro vita (grazie Soph , in effetti ne avevo un gran bisogno) e aneddoti divertenti sul suo passato.
Dal “capitolo” otto in poi il libro assume invece tutta
un’altra piega, la Sophia cazzona scompare per fare spazio alla nuova Sophia,
donna in carriera che prende decisioni importanti in un mondo importante; che
mi va bene per carità, ma relax Soph….Eri partita così bene con un insieme
neanche così malvagio di consigli per giovani Girlboss e ti trasformi nella
maestrina dettalegge che silura gli aspiranti lavoratori se osano rispondere in
modo sbagliato, sbagliato secondo il suo personalissimo punto di vista, ad una
domanda al colloquio.
Giunti a questo punto lo so che tutti ci stiamo domandando “E allora, perché l’hai comprato?”. Ho
delle motivazioni: prima perché io non
mi ricordo dove, e sto diventando matta per questo, ma la faccia di Sophia l’ho
già vista da qualche parte, su qualche blog? In un telefilm come comparsa
occasionale? Su pinterest in quattordici foto? Cosa ha già fatto questa
ragazza? COSA ?; secondo perché non pensavo l’avrebbero mai tradotto e invece
quando l’ho visto in libreria mi son detta
“oddio è proprio quello, compriamolo”; terzo c’è Lena che lo sponsorizza
in copertina, speravo fosse buono almeno la metà del suo e invece; quarto
perché mi sembrava il libro adatto ad una persona che sta ancora tentando di
capire quale sia la sua strada, cosa fare della sua vita.
In tutta sincerità
non mi è assolutamente servito a quello (ma dai? Avevamo davvero qualche
speranza?),ma mi è solo servito a capire
che se una che rubava e frugava nei cassonetti ha trovato di che vivere magari,
in un futuro non proprio così lontano mi auguro, ce la posso fare anche io a
‘sto mondo, no? #Girlboss.





















