BOOK REVIEW : GOING OUT - SCARLETT THOMAS


“A volte basta fare delle cose molto semplici per sconfiggere le proprie paure, ma la maggior parte della gente non le fa. Sembra quasi che alcuni godano dei loro timori e facciano di tutto per nutrirli e custodirli”

Ci sto provando a scrivere qualcosa su questo libro, sono giorni che tento.
Il problema è questo: il libro in questione l’ho comprato mesi e mesi fa, era in sconto anche, l’ho iniziato, non mi ha fatto né caldo né freddo e così ho deciso di abbandonarlo. Presa dallo sconforto interiore (storia lunga) un giorno di qualche settimana fa l’ho ripescato e bam, Magia, quella cosa che ti capita una volta su cento, che MI capita una volta su cento: mi sono affezionata a una protagonista e ogni cosa che leggevo sul suo conto sembrava parlasse di me. E ho paura  a parlarne perché sicuramente non le renderò giustizia e magari verrà uno schifo e invece leggerlo è stato bellissimo. Me lo sono portata in vacanza in montagna e facevo fatica a mollarlo. Non appena tornavo in casa e avevo dieci minuti lo leggevo, e più lo leggevo più non volevo staccarmene.

Il mio fidanzato quando l’ha visto mi ha detto “ma che merda stai leggendo?” e gli posso dare ragione, nel senso: copertina imbarazzante ai limiti dell’essere quasi una fanfiction, titolo(traduzione del titolo, pardon) raccapricciante e colori di sfondo obrobriosi. Le premesse sono le peggiori me ne rendo conto, ma bisogna andare oltre, non fate l’errore di fermarvi a queste cose, il titolo di per sé in inglese non è niente di così stupido (un sobrio “going out” che ha molto più senso vista la storia della traduzione), e sulla copertina dai, non soffermatevi.
Torniamo alla storia: Luke ha venticinque anni e non è mai uscito di casa, è allergico alla luce, al sole, la fantomatica malattia si chiama XP e non gli permette di mettere il muso fuori dalla sua camera. Il libro è ambientato presumibilmente negli anni novanta, connessioni internet a rilento che occupano la linea telefonica di casa e cellulari che ancora servivano per chiamare e basta; televisione come unico svago del protagonista e cassette del blockbuster (il blockbuster!) prese a noleggio.

Attorno a Luke ruotano una serie di amici, tra cui lei, la mia Julie, di cui parlerò più avanti, una pazza Charlotte che ho amato parecchio, David la cui unica informazione che abbiamo pare essere un cancro ai testicoli e un paio di altre ragazze di cui ho scordato già i nomi (Leanne, Chantel, può essere?).
L’intero libro non è solo “raggruppiamoci e facciamo uscire Luke da casa” per portarlo da un santone/medico/stregone che Charlotte ha conosciuto in uno dei suoi improbabili viaggi. L’intero libro è sul microcosmo che si creano questo gruppo di amici, fatto di lavori di merda in un ristorante part time, di università non finite, di spinelli e sì, alla fine di un viaggio insieme per tantare di guarire l’amico.

E qui entra in gioco la mia Julie, che oltre a essere la protagonista femminile, presumibilmente innamorata del suo migliore amico Luke (spoiler: non succede un cazzo e questa è un'altra cosa che ho apprezzato tantissimo, NIENTE AMORE BANALE TRITO E RITRITO CHE DEVE ESSERCI PER FORZA ALTRIMENTI NON VENDI), dicevo, oltre a esser il personaggio femminile principale è una figa assurda. E’ strana, almeno tutti la etichettano così, e un po’ la cosa mi fa girare le palle perché non ha motivo di esserlo, la pensa solo diversamente su alcune cose rispetto alla marea di coetanei e quindi è strana, va bene Scarlett, te lo concedo, volevi solo renderla più interessante. Julie è intelligente e si finge una cogliona con poco cervello, vuole stare per i cazzi suoi, non vuole ansie perché ne ha già parecchie, vuole un lavoro semplice perché pensa di poter fare solo quello per avere almeno del tempo da dedicare ad altro, ha quattromila fisse e paranoie, ha paura in modo ossessivo della morte, soffre di attacchi di panico, ha un rapporto di merda col padre e non vede la madre da diversi anni. A parte la cosa della mamma e del papà Juliet sono io in un libro. E più leggevo più me ne accorgevo. 

Potrei andare avanti per altre quaranta righe a parlarvene ma la smetto.  Per farla breve: 1. Non giudicate il libro dal titolo e dalla copertina ma leggetelo, 2. È fighissimo, 3. Il trio Luke- Charlotte-Juliet è una delle cose migliori che ho mai visto, 4. Grazie Scarlett, mi hai fatto scoprire un’amica.


“Ciò che importa sono i libri che leggi, i tuoi pensieri e l’essere onesta con te stessa, chiunque tu sia”.

BOOK REVIEW : NOI SIAMO INFINITO - RAGAZZO DA PARETE


“Ho ascoltato la musica, ho respirato il giorno, ho cercato di imprimere le cose nella mia mente. Cose come passeggiare per il quartiere, e guardare le case e i giardini e gli alberi pieni di colore, e avere la sensazione che ciò sia sufficiente per essere felici.”

Scrivere di questo libro non è facile, perché lo sapevo cosa mi aspettava e invece sono rimasta sempre piacevolmente stupita, pagina dopo pagina.
Il tutto è cominciato anni fa, lo vedevo in giro ma non me ne curavo più di tanto, poi ho visto il film, che ricordo essermi piaciuto (e tra l’altro non lo faccio quasi mai di vedere prima il film e leggere il libro dopo) particolarmente, e ho adorato Emma Watson, con quell’aria un po’ da ragazza adulta, più grande della sua età ma al tempo stesso terribilmente insicura, con le paranoie che tutte ci facciamo ogni singolo giorno.
Poi l’altro giorno a distanza di anni ero in biblioteca e lo vedo, ha ancora la vecchia copertina, non quella figa e rifatta apposta dopo l’uscita del film, a tale proposito ho la netta sensazione che sia uno di quei casi dove per qualche strano hanno deciso di fare un film da un libro che aveva avuto un discreto successo, e poi invece il libro ha avuto più successo dopo, sono corsi ai ripari e hanno pure cambiato la copertina e hey! È quella del film? Vedete? Dai, ora compratelo!
Cosa stavo dicendo? Ah ecco, l’ho visto lì tutto solo e abbandonato e ho iniziato a fare una cosa che non riesco a fare quasi mai, leggere in un posto pubblico, con gente attorno a me. Eppure non mi staccavo da quelle pagine,c he partono forse un po’ lente, giusto per farci capire con chi abbiamo a che fare, cosa potremmo aspettarci, e prendono sin da subito la nostra attenzione.
La forma del romanzo epistolare funziona, è un elemento che appunto ci fa capire qualcosa di più del protagonista, che si descrive all’ipotetico amico di penna che non sarebbe male da avere, quando tutti quelli attorno a te ti stanno stretti, e hai bisogno di qualcuno a cui raccontare il turbinio di pensieri che ti passa per la testa.
Il tema dell’outsider, del ragazzino problematico che si contorna di amici strani o più strani di lui, di libri giusti e di musica è abbastanza ricorrente tra quelli che si possono considerare Young Adult ( e di che altro vuoi parlare, se parli di adolescenti, mi verrebbe da dire) ma non per questo è banale, sicuramente riportano alla mente i “Cercando Alaska” e “Città di carta” se si vuole un paragone, qualcosa a cui rifarsi.
E’ comunque un genere questo che non mi dispiace, sto leggendo altri due libri simili e alla fine penso farò un paragone tra tutti (senza dire, per ora, quali saranno gli altri.. dai, aspettate).
La nota stonata, quello che mi fa un po’ cadere le braccia e che mi fa propendere più per le tre stelline e mezzo che le quattro (anche se su goodreads siamo tutti più buoni e si abbonda sempre) è questa cosa fastidiosissima che capita al protagonista molto spesso: piange. Ma piange per niente, piange nei momenti meno opportuni, piange davanti alla gente, piange a caso. Ma quando mai un adolescente che reprime dentro di sé emozioni e al massimo le sfoga pestando  i compagni (anche con violenza e con apparente poco controllo) si mette a piangere davanti agli amici o davanti alla ragazza di cui è innamorato?  Charlie ma per favore! Ma poi capitasse una volta, lo potrei capire, qui capita praticamente ogni dieci pagine, un ricordo e piange, un litigio e piange. Realismo, ci leggi?

Peccato, perché per il resto il libro segue una buona linea ed è molto piacevole, solo meno lacrimucce e più fatti la prossima volta.

challenge accepted ( e vinta)



Tra i buoni propositi quest'anno, in una lista compilata e ormai dispersa in chissà quale delle tremila agendine che ho sparse in giro, oltre ai soliti "non comprare più smalti!" "risparmia!" "prenota un volo a caso!"  "iscriviti a un corso di qualcosa!qualsiasi!" c'era anche un molto più che fattibile "leggi 30 libri e smettila di scrivere cazzate che tanto poi sappiamo tutti quanto sei pigra e spendacciona".

In realtà tutta la seconda parte della frase non c'era, le mie liste dei buoni propositi sono sempre molto brevi, quattro parole ma che mirano al punto focale, ma la prima parte, quella sui 30 libri era una sfida con me stessa, con me che inizio libri, mollo libri, poi mi tornano le fisse, e via dicendo... fino al punto in cui mi ritrovo a leggerne pochi, molto meno di quelli che vorrei. 
Per una che ha la fissa, passione, amore, chiamatela come volete per la lettura da quando è piccola non concludere più niente nemmeno coi libri è uno smacco non da poco. Gli ultimi anni in cui davvero ho letto sono stati i primi universitari, in cui passavo ore a leggere leggere leggere, sui treni, durante le lezioni, e poi altri anni di vuoto, di scazzo e di "non trovo nulla che mi piace".

Nell'ultimo anno ho iniziato a seguire non so quanti booktuber, instabook, salcazzobook, così ho trovato un sacco di suggerimenti, di recensioni che più o meno condivido e tutto ciò, ovvero a furia di vedere graziose foto di libri e fiorellini e tazze di the, ha fatto sì che mi tornasse voglia di leggere.

A gennaio un po' scettica ho sparato una cifra quasi a caso, calcolando che se un anno ha 52 settimane, 50 era ben oltre ogni mia possibilità, 40 pure a 30 cominciavamo a ragionare.

Non ho barato. Non ho aggiunto libri a caso, certo, tra quelli letti ci sono cose che mi hanno portato via sì e no un giorno e mattoni da una settimana e passa. Ho avuto settimane dove non leggevo mezza riga e giorni in cui non mi staccavo dalle pagine. Ho comprato un quantitativo di libri che meglio se non ci penso, molti per fortuna li ho scaricati per il kindle santo kindle.

E voi direte, tutta questa scena per aver letto una manciata di libri? Sì, è il primo anno (dopo quattro anni che sono su goodreads) che l'ho fatta e l'ho portata a termine e sì, da quella famigerata lista da inizio anno, se mai la ritroverò potrò spuntare qualcosa.  

ROALD DAHL E LA MIA MAESTRA

Tempo fa avevo promesso a me stessa che non avrei mai pubblicato qualcosa di personale su questo blog, volevo metterci soltanto recensioni di libri, di prodotti, di creme, smalti e qualsiasi cosa totalmente frivola che mi passava per la testa. Non è più il tempo di splinder o di tutti quei posti avuto negli anni passati in cui scrivevo qualsiasi stupidaggine personale mi passasse per la testa, pensavo di essere cambiata (maturata no, quello mai, solo cambiata).

A quanto pare non è così, se sono qui a scrivere quello che sto per scrivere è perché alla fine ci devo sempre mettere qualcosa di personale, altrimenti non sono contenta a quanto pare, o comunque non resisto.
Ho scoperto che la mia maestra delle elementari è mancata qualche mese fa. Era ancora giovane, molto secondo me, eppure da un giorno all’altro non c’è più. Non appena ho saputo la cosa ci sono rimasta male, ma alla fine saranno più di dieci anni che non la vedo, ricordo qualche dettaglio di un volto che ho visto l’ultima volta troppi anni fa e basta.

Ovviamente non finisce qui la cosa, il mio cervello comincia a scavare nei ricordi, a cercare nei cassetti più reconditi qualsiasi ricordo di questa persona “vediamo cosa salta fuori” mi dico. Risulta che ricordo benissimo essere la mia maestra di Italiano, ricordo che è stato da lì, dalle elementari, che ho capito quanto le parole mi piacessero (e quanto i numeri mi spaventassero). Ricordo che aveva una massa di riccioli neri, corvini, che teneva sempre abbastanza lunghi, lo smalto perlato sulle unghie corte e un anello, di quelli con la pietra che cambiava colore. Me lo ricordo perché l’avevo visto in un negozio e l’avevo voluto anche io. Improvvisamente realizzo come da bambina adorassi questa persona, che mi insegnava a leggere, a usare i verbi, le congiunzioni, gli aggettivi, e come mi piacesse lei. Era la mia preferita. Il mio cervello e la mia memoria a quanto pare ricordano molte più cose di quello che io, consciamente, ero pronta a ricordare.
Questa persona ha probabilmente influenzato più di quanto io riesca a ricordare la mia persona, e nei giorni successivi giungo alla conclusione che devo a lei se le parole, scritte o parlate, come volete, sono una delle cose che preferisco.
E poi arriviamo al ricordo più grosso.
Un libro. “Le streghe” di Roald Dahl. Letto forse in terza elementare, letto da questa signora ogni giorno per diverse settimane, si metteva a lato della scrivania, in piedi, e noi tutti con le braccia conserte sul banco incantati da questa storia, da lei che quando arriva alla Strega Suprema e alla sua voce stramba tentava di imitarla, pagina dopo pagina catturava la nostra attenzione e finito il libro ci mettevamo a disegnare la nostra personale versione della strega in incognito e della strega in carne ed ossa. Ricordo ore a fare questi disegni, anche a casa, mi piacevano così tanto.
Ricordo di essere in libreria con mia mamma e di aver trovato la stessa versione del libro che stavamo leggendo in classe in quel periodo. Mia mamma me l’ha comprato ed io subito a casa ad imitare la mia maestra. Non lo so con certezza, ma credo sia da lì che mi è nata la fissa per i libri, o semplicemente mi piace credere che uno dei primi libri che abbia letto per intero i vita mia abbia influenzato così tanto il tutto.
E adesso torniamo al presente, i ricordi sono finiti.

Qualche settimana dopo aver scoperto della sua scomparsa sono in un bar per puro caso, di quelli che hanno un piccolo scaffale di libri che si possono prendere, per poi portarne magari altri la volta successiva. Mi piace sempre curiosare, ho trovato qualcosa di carino quasi sempre. Questa volta ci trovo una vecchissima copia di “Le Streghe”, la stessa che aveva la mia maestra, la stessa che è sepolta in qualche scatolone della mia cantina. Questa copia è un po’ distrutta, dai timbri all’interno capisco che apparteneva ad una libreria di un paesino qui vicino, probabilmente l’hanno sostituita con una copia migliore, oppure l’hanno proprio tolta dal catalogo. Questa qui invece, un po’ rotta ma con tutte le pagine, è finita in un bar, e nello stesso bar ci sono finita io.
La porto a casa con me e l’ho qui davanti a me proprio ora.
Io non credo nei segni, in quelle cose lì, non saprei nemmeno come interpretarlo questo segno, sempre ammesso che lo sia. Cosa vorrebbe dire? Davvero non trovo una spiegazione.  Magari non c’è. Magari è troppo complicata.

Sono andata a trovare la mia maestra al cimitero. Sapevo dove aveva la tomba di famiglia perché è vicina a quella di alcuni miei parenti. Le ho portato un fiore, non l’ho mai fatto con nessuno e invece questa volta sono andata dal fiorista, ho preso una piantina, e l’ho portata sulla sua tomba, dove non c’è ancora la sua foto perché è tutto appena successo e ci vuole del tempo, ci vuole sempre del tempo. Penso a suo figlio che arriva e trova una pianta che fino al giorno prima non c’era, e si domanda chi può avercela messa.



MARCH SOUNDS LIKE...

Questa cosa che pubblico i "preferiti" del mese a metà del mese dopo è normale? credo di no. E non ho nemmeno delle scuse valide, niente di così importante a parte il solito banale "non trovo mai tempo", che di per sé se ci si pensa un attimo è anche una motivazione valida, ma ciò non toglie che dovevo muovere il culo prima.
Comunque in tutto questo tempo ho anche riflettuto su una cosa : più che i soliti, banali, triti e ritriti preferiti, il mio *mese* sounds like sarà qualcosa che non solo avrà a che fare con le cose, i prodotti, i film e varie che più ho apprezzato nel corso del mese in questione, ma potranno anche esserci cose che ho usato, sentito nominare, di cui ho discusso ma che in realtà non mi sono piaciute per niente. Semplicemente però sono elementi che hanno caratterizzato quel mese, belli o brutti che siano, e che io voglio condividere e ricordare (sia per dire che bello! parliamone ancora sia per dire che schifo chiudiamola qui e non parliamone più).

Dopo questo sproloquio iniziale, quindi cominciamo pure:

1. SMALTO : L'oreal Paris extraordinaire gel laque - 005  Irrestistible Bon Bon

Amiche, vi presento lo smalto dalla tenuta più estrema mai provato sin ora. Per farvela breve : dopo aver dato tre passate di smalto e una di top coat, lo smalto in questione mi è durato sette giorni (sette giorni anche di sofferenza perché combattuta tra la voglia di cambiare colore e il vedere fin quando durava) e all'ottavo non c'era ancora il minimo segno, la minima crepa. Zero, era come il lunedì in cui avevo deciso di stenderlo. Poi all'ottavo l'ho tolto perché tra le unghie lunghissime e lo stesso colore per così tanto tempo anche basta no?. Però è miracoloso.
Se devo essere onesta (e lo sarò non temete) ho trovato due difetti a questo smalto però. Prima di tutto la stesura : il colore è bellissimo, un rosa tenute non da vecchia ma nemmeno da Barbie, che però necessita di tre (!) passate prima di risultare omogeneo. Una seccatura non da poco. Seconda cosa il fatto che appunto, necessitando di così tanto prodotto, ed essendo il flacone molto, molto piccolo, è bastato stenderlo per tre volte di fila e sono già arrivata ben oltre la metà della confezione. E se pensate che questo smalto costa qualcosa come 11 euro circa, è un po' uno sbattimento.
Nulla da dire invece sul top coat che sembra faccia magie (e nonostante sia di un rosino chiaro per abbinarsi allo smalto, l'ho provato anche su uno smalto di tutt'altro colore e non da nessun problema, molto bene!)

2. SKINCARE : The Body Shop  Body Scrub - Moringa 
Uno scrub che fa il suo dovere, niente di più, niente di meno. Ha una profumazione un po' troppo forte per i miei gusti, e meno male che ho preso il barattolino formato travel size, ma fa decisamente quello che ci si aspetta. Lo uso durante la doccia (o meglio quando faccio il bagno) e poi lo sciacquo poco dopo. Il risultato è una pelle sicuramente più morbida, e una volta che la si asciuga non rimangono quei pezzettini di pelle screpolata che si staccano (che immagine poetica, vero?) ma la pelle è subito omogenea e liscia.

3. MAKE UP : Benecos Fard - Sassy Salmon
Un fard senza infamia e senza lode, volevo provare anche questo prodotto (ormai sto provando l'intero scaffale benecos del naturasì che ho vicino casa) e non mi ha deluso. La cosa strana è che, le prime volte che lo mettevo era iper pigmentato, bastava mezza passata ed ero a posto, anche da sfumare a dire il vero. Dopo le prime tre o quattro volte improvvisamente sembrava non funzionare più, si avete letto bene : non funzionava più; si era creata una strana patina, che in un angolino in alto si può notare ancora, e né passandoci col dito né tantomeno con il pennello riuscivo a far aderire un po' di prodotto alla mia pelle. Attimi di sconforto, che cavolo di fard ho comprato e poi magicamente dopo qualche giorno ancora tutto ha ripreso a funzionare. Ora non è né eccessivo come agli inizi, né inesistente come a metà strada. Sia lodato il fard che fa il suo lavoro. 

4. HOME : Muji candle - Cinnamon & mandarin

UNA - CANDELA - CHE - PROFUMA. Serve dire altro? . ne ho provate tante, ma proprio tante in vita mia. Tra quelle da pochi euro (che avrei potuto benissimo spendere in altra maniera e meglio) alle Yankee Candle, dove alcune le amo e altre anche qui, mi chiedo, cosa le ho comprate a fare se profumano più spente che quando le accendo. Questa invece, per la modica cifra di un 5 euro circa, fa il suo lavoro. Spenta e lasciata aperta rilascia un minimo di profumo, accesa a maggior ragione. E' in un barattolo carino, so già come riutilizzarlo una volta finita la candela e non vedo l'ora di comprarne altre (Muji, perché sei ancora così poco presente nelle mie zone?).

5. APP : Snapchat

Ragazzi, basta. Avete fracassato tre quarti di non vi dico cosa con 'sto snapchat. C'è stato un tempo, verso dicembre in cui nessuno a parte qualche ammerigana se lo cagava. Ed era carino, seguivo quelle tre o quattro youtuber un po' fissate e non era male. Solo qualche mese fa invece è arrivata l'invasione : di quelle enormi, pedanti e che rovinano le cose belle. Tutti, ma proprio tutti a fissarsi e a fare foto al nulla, con didascalie a dir poco ridicole che testimoniano la loro giornata. Ora io il senso di usarla "privatamente" per mandare foto che poi scompaiono e blablabla non lo capisco, o sono troppo vecchia per capire queste cose, fate voi, ma comunque anche la versione pubblica non mi pare che abbia molto più senso. In pratica : ecco il tipico esempio di cosa che all'inizio era carina, poi tutti la scoprono e diventa barbosa e banale. 

Bene, con la speranza che il "sounds like" di aprile non giunga a maggio inoltrato, vi saluto!

BOOKDEPOSITORY : CHE SCOPERTA!

Mi sono appena accorta che ogni mio post inizia con me che racconto "stavo vagando quà e là per l'internet..." seguito dalla nuova super scoperta appena fatta. Ebbene, anche questa volta lo stile del post sarà lo stesso (sì, vago molto per l'internet, si sarà ormai capito) e in particolare tratterà di un argomento che mi sta tanto, tanto a cuore: i libri (qui avevo pensato di iniserirci un cuoricino, ma non vorrei sembrare patetica).

Grazie a quella meraviglia di canale youtube di proprietà di Sanne, booksandquills, ho scoperto l'esistenza di un meraviglioso sito inglese che si occupa della vendita di libri in qualsiasi parte del mondo e che presenta numerosi, numerosissimi vantaggi che più avanti vi illustro.

Partiamo dal principio, il sito si chiama bookdepository, ed è a mio parere una valida alternativa ai classici amazon e vari sulla vendita di libri.



Il vantaggio principale che ho riscontrato, ancor prima di avere il libro che ho ordinato nelle mie mani, è stato il fatto che offrono sempre le spese di spedizione gratis. Io quando leggo la parola gratis in combinato con "spese di spedizione" non resisto, devo comprare qualcosina. E infatti.

Secondo vantaggio : tempi e modi di consegna. Nonostante i libri arrivino dall'Inghilterra tra ordine, spedizione e ricezione sarà passata una settimana nemmeno. Il pacco arriva con posta semplice (che pretendete, il tracking code con le spese di spedizione gratis?) e quindi nemmeno troppe menate con corrieri che non mi trovano a casa e devono ripassare. Il libro oltretutto arriva in condizioni perfette, è nuovissimo e profuma (sì, profuma) di libro nuovo. Devo aggiungere altro?



Terzo vantaggio : la vastità del catalogo. E' vero, i libri sono praticamente tutti in lingua inglese, ma se è proprio quello che cercate siete a posto per il resto dei vostri giorni. Io cercavo esattamente una cosa così: un e-commerce che vendesse libri in lingua e non mi facesse pagare una fortuna in spese di spedizione, ed è stato proprio quello che ho trovato. Ora, non mi cimento in grandi letture in lingua (e infatti quando vedrete il mio acquisto capirete) però è pur sempre qualcosa che mi piace e anziché perdere quarant'anni tra farlo ordinare alla Mondadori, farlo arrivare, andare a prenderlo, in meno di una settimana ho il libro che volevo direttamente a casa.

Quarto vantaggio : gli sconti. Non ho idea di come facciano, ma alla fine i libri sono sempre scontati del 15 o 20%. Che non è chissà che è vero, ma alla fine risparmiare quei 3 o 4 euro su un libro non fa nemmeno così schifo.

Morale della favola : se cercate un nuovo sito per libri (in lingua inglese) senza lasciarci un patrimonio ogni volta avete trovato quello che fa al caso vostro!


P.S. Se per caso ancora avete dei dubbi, vi dico che nel pacchetto ho trovato anche questo adorabile segnalibro, e io la gente che mi regala segnalibri la amo a prescindere.

TAG : 5 MINUTI.....prima di dormire

Mentre girovagavo tra un sito e l'altro in cerca di ispirazioni (leggi anche: volevo perdere più  tempo possibile e a quanto pare ci sono riuscita) mi sono imbattuta in una serie post molto carini pubblicati non su uno, ma su due blog, rispettivamente di redditude e cosmetic mind .

 L'idea è quella dei 5MINUTI:  che detto così non vuole dire assolutamente niente ma ora vi spiego.
 Ci sono puntate diverse nelle quali poter mostrare quello che si fa in quegli ultimi rimasugli di tempo, cinque minuti appunto, prima di uscire, o prima di andare a dormire, o dopo la doccia.

E così eccomi a scrivere il mio primo. Che sia un tag o meno non lo so, mi son sentita chiamata in causa in qualche modo e ho deciso di agire di conseguenza, proponendo il mio personalissimo "5MINUTI... prima di dormire"


Anzitutto è bene precisare che i miei 5 minuti prima di dormire avvengono in camera mia, seduta in zona comodino con il super specchio a forma di cuore tanto tenero e tanto stronzo, visto che ingigantisce ogni imperfezione che ho.
Dopo la doccia, essermi struccata, lavato i denti, colluttorio, ecco che sono pronta per questi benedetti cinque minuti.
I prodotti che abitualmente uso sono questi qui:



1: Dr. Hauschka - Clarifying Toner
Il nome del marchio è impronunciabile secondo me, mi ritrovo a dire qualcosa come "Dr. Aushkarhsh" ogni volta che ci provo,ma a parte questa mia incapacità il prodotto è una meraviglia, un'acqua santa. Bastano quattro o cinque goccioline di prodotto spalmate in viso (che immagine poetica quella dello spalmarsi le cose in faccia vero?!), in tre secondi saranno assorbite e vi garantisco che in un paio di giorni tutti quei fastidiosi brufoletti, per non dire quelli enormi saranno scomparsi; e la formazione di nuove creature moleste sarà molto, molto più rara. Tutto questo miracolo ha però un prezzo, e per la precisione costa la bellezza di 25€ flacone grosso, mi pare da 200 ml, e 3 € per questo cosettino che contiente 10ml di prodotto. I miracoli si sa, costano.

2: Lavera - Basis Sensitive cream
Questa la uso un po' dove capita, contorno occhi (è talmente spessa che evita lo screpolarsi anche della pelle più delicata) mani (principalmente la uso così in realtà) viso (quando proprio è una tragedia di secchezza). Mi piace il mini formato perché sta anche in borsa, occupa poco, fa il suo dovere. Bene.

3: Marilou BIO - Crema notte
Questo è un rimasuglio dei miei acquisti Viennesi di novembre. 0,89 € per la crema più miracolosa che io abbia mai trovato. Io voglio dire, spendo milioni in cazzate e quando ho davanti una crema che non arriva nemmeno a 1 € faccio la tirchia "no dai se non è buona? compriamone una sola". Brava, molto bene, adesso infatti progetto un viaggio a Vienna solo per fare scorta di questa crema.

4: Crema mani L'Occitane - amandè
Non male, profumazione buonissima (faceva parte di un trio e questa secondo me è la migliore). Leggera come consistenza ma idrata non poco.

5: Balsamo labbra Lavera - Chai tea
Questa è l'ultima volta che compro qualcosa per il profumo che ha, o che dovrebbe avere. Visto che il chai tea non si sente nemmeno da lontano. E' lievemente speziato, quello sì, ma proprio lievemente. Abbastanza tosto e quasi faticoso da spalmare, sinceramente non vedo l'ora di finirlo.

Detto ciò, vi auguro buona notte.

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